GIAN PAOLO TRIVULZIO
UN PROFILO INTELLETTUALE

di Carlo Rodriguez

Gian Paolo ci ha lasciato tante cose.

Ma non è del suo “cursus honorum” che voglio parlare bensì di quello che a me si è mostrato di lui nella sua opera.

Gian Paolo sapeva scegliere. Una delle sue scelte è stata la Stenografia. Ed alle sue scelte restava fedele. Una fedeltà di fondo che non si imbriglia nello stato delle cose ma le vive nella loro dinamica. Così non solo di stenografia in senso stretto si è occupato ma di tutto quello che quell’arte comporta e delle problematiche a cui cerca di rispondere.

La stenotipia, il riconoscimento del parlato sono entrati per questo via via nei suoi interessi, senza ritardi, con naturalezza, come pure tutti i tentativi (riusciti o falliti) di considerare la stenografia un corpo in evoluzione, qualcosa di dinamico e potenzialmente perfettibile.

Convinto come era che poche cose godono del privilegio di nascere perfette in sé, e di non modificarsi più, come il cucchiaio o la ruota.

Gian Paolo era poi un pragmatico. La matrice milanese conta qualcosa in questo. Certo il valore delle cose nasceva in lui dalla loro utilità, dalla capacità di rispondere concretamente alle necessità dell’uomo, dalla dimostrazione che possono raggiungere un obiettivo.

Gian Paolo era anche un eclettico, non si poteva limitare ad un unico ambito. Il suo genio multiforme lo spingeva a cercare, a muoversi in diverse direzioni e contesti.

La Dattilografia era un altro dei suoi territori di interesse, anche qui costantemente curioso delle novità e degli sviluppi: volta a volta tecnologici, didattici, professionali.

Mai soddisfatto di quanto aveva raggiunto, si proiettava costantemente oltre.

E così nell’ambito delle discipline amate accanto allo studio ed alla ricerca, aveva da sempre abbracciato la cultura della storia e delle radici di quanto faceva. Come pure partendo dalle applicazioni professionali si era costantemente impegnato a risolvere le esigenze della didattica e della formazione, fino a spingersi sul terreno delle competizioni: termometro dello stato dell’arte, frontiera del valore di quanto operava.

Era poi uno spirito cosmopolita. Fosse stato un politico credo che avrebbe scelto di essere Ministro degli Esteri. Il territorio italiano era per lui il punto di partenza per proiettarsi al di là, per confrontarsi con il resto dell’Europa e del mondo.

E ancora, la rapidità delle sue intuizioni che traduceva immediatamente in azione. Un’altra caratteristica della sua personalità, perennemente in movimento, perennemente tesa alla scoperta di qualcosa di ancora inesplorato e da provare sul campo.

Faceva tutto con semplicità, con facilità, con naturalezza. Non si fermava e non indietreggiava di fronte a niente. Era la sua propria natura che si esplicava senza sforzo, come un torrente che scende dalla montagna e procede al di là di ogni ostacolo verso la sua meta.

Un carattere forte e determinato lo sosteneva. Sempre stimolante e propositivo, talvolta anche radicale.

Dietro tutto questo, Gian Paolo era animato da una grande passione. Aveva scoperto la sua passione, ciò che lo rendeva vivo, ciò in cui valeva la pena identificarsi e impegnarsi. Tutte le sue scelte, da quelle più condivise a quelle meno, sempre disinteressate, nascono da questa passione e ne rivelano la forza, l’impellenza, l’urgenza.

Gian Paolo ha lasciato una grande testimonianza di lavoro, che è anche testimonianza di vita.

Anche negli impegni collettivi si è distinto.

Sempre all’inseguimento di un obiettivo concreto, sollecito nell’aiutare, prodigo di stimoli e di incoraggiamenti, pungolo costante contro la pigrizia, anche dolente talvolta a causa di quella passività e indifferenza che rilevava particolarmente difficile da scuotere e spingere oltre i confini del noto, dello status quo, del puro e semplice atto di presenza. In particolare i suoi strali erano forti contro le critiche sterili, contro l’assenza di un’anima costruttiva, contro la latitanza di uno spirito collaborativo, contro lo scarso impegno e disponibilità al lavoro per le esigenze generali piuttosto che solo per il proprio esclusivo orizzonte.

Questi lati della personalità di Gian Paolo sono altrettanti insegnamenti da cui speriamo di essere periodicamente scossi, rianimati e risanati.

Sarebbe il segno che tutto ciò che ha seminato con generosità continua a dare il suo frutto.