GIOVANNI VINCENZO CIMA

 

Il 23 luglio 1893 nasceva a Verzuolo (Cuneo) Giovanni Vincenzo Cima. Sono quindi esattamente trascorsi 120 anni da quell'evento generatore di una stenografia che ancora oggi sopravvive in Italia.

 

Come è stato largamente riportato, Giovanni Vincenzo Cima presentò il suo sistema stenografico nel 1910, quando aveva quindi 17 anni, dopo aver studiato il sistema Taylor Delpino.

 

A questa prima edizione molte altre ne seguirono, ma con poche varianti soprattutto introdotte nelle prime edizioni. L'esposizione del sistema è incentrata su 6 regole di base, a cui si aggiungono le riduzione grafiche per gruppi iniziali e finali di parola. L'esperienza pratica dell'inventore e di altri stenografi pratici, portò all'introduzione delle cosiddette 'Note professionali' che vennero inserite nel codice del sistema a partire dagli anni '40 e che sono estensioni applicative delle regole di base.

 

Il sistema venne riconosciuto al pubblico insegnamento nell'ottobre del 1937, insieme al sistema Meschini. Furono svolti corsi 'paralleli' per testare la validità didattica, anche se in quel momento pochi insegnanti lo conoscevano.

 

Giovanni Vincenzo Cima fece la sua carriera lavorativa nel giornalismo, e dopo la prima guerra mondiale si trasferì a Torino dove lavorò come stenografo, successivamente come capostenografo ed infine segretario di redazione della Gazzetta del Popolo di quella città. A Torino in quegli anni due erano i giornali pubblicati, La Stampa (tuttora felicemente vivente) con azionariato FIAT ed la Gazzetta del Popolo (riferimento nell'ultimo dopoguerra alla Democrazia Cristiana).

 

Per lo sviluppo del suo sistema si contornò di amici che crearono con lui l'Unione Stenografica Italiana  - sistema Cima che si sviluppò in sezioni in tutta l'Italia, anche se con particolare vivacità, oltre che in Piemonte, in Lombardia, in Sicilia,  Puglie, Marche ed infine a Roma.

 

La diffusione del sistema fu soprattutto basata sulla rivista 'Il Corriere stenografico' che riportava notizie di quanto veniva fatto da insegnanti ed allievi del sistema nelle varie sezioni, oltre ad articoli tecnici e storici con particolare riferimento alle esperienze dei seguaci. Ma la parte di maggior interesse erano le 'tavole stenografiche' a stragrande maggioranza preparate direttamente da Cima, che possedeva una notevole abilità grafica. Il tracciato dei suoi segni dimostrava il dinamismo e suggeriva abbreviazioni utili nella pratica. Gli insegnanti potevano tranquillamente sostituire il classico 'libro di letture stenografiche' suggerendo l'abbonamento alla rivista.

 

I campionati di stenografia che si svilupparono in Italia a partire dal 1949 (Monza) poi successivamente Viareggio - Montecatini fino ad approdare sulle rive del Tirreno marchigiano, misero in luce l'importante presenza del sistema nel quadro scolastico e professionale italiano. Accanto ai successi internazionali di Fausto Frittitta e Franco Guerini, a livello italiano si distinsero al massimo livello delle 180 parole, Alberto Trivulzio e Ferdinando Fabi.

 

Moltissimi coloro che parteciparono con successo alle gare da 80 a 130 parole al minuto dimostrando che il sistema Cima, se ben insegnato, accoppiava la facilità di apprendimento scolastico con le esigenze professionali.

 

Sul piano personale ricordo i molti incontri annualmente tenuti a Torino e Saluzzo, la sua presenza al Congresso Intersteno di Milano del 1957 in cui vinsi la gara a 120 parole al minuto. In tale occasione fu ospite in casa nostra per un pranzo del mezzogiorno.

 

Fu sempre di mentalità aperta e molto ben disposto per coloro che volevano diffondere il suo sistema, anche se qualche volta qualcuno se ne approfittava.

 

Sul piano 'dottrinale' conservava la sua mentalità aperta: ricordo che ad una studentessa che trovava difficile scrivere integralmente la parola 'dentifricio' suggerì di usare la forma ridotta della desinenza fic(i) in pratica 'dentificio'. Personalmente suggerii di estendere la desinenza 'plic' a 'blic' per le frequenti parole pubblico e derivate, nonché la desinenza 'tric' a 'dric' in parole come idrico, cloridrico ecc. Tali 'suggerimenti' furono da lui approvati per la mia pubblicazione 'Stenografia professionale', ma la severa Commissione per l'approvazione dei testi cimani, alcuni anni dopo, quando pubblicai con mio fratello Alberto e Adriano Colombo i volumi 'Steno Cima' I e II espressero parere contrario e solo dopo una lunga battaglia di mesi si giunse ad un parziale compromesso.

 

Un incidente stradale mentre si recava alla sua casa di campagna di Testona (vicinissima a Torino) ne troncò l'esistenza dopo una breve permanenza in ospedale: era il 5 luglio 1968. Nel 2008 ci siamo trovati per l'ultima volta a Torino, con una visita al cimitero di Saluzzo dove riposa.

 

Chi, come me, ha avuto la fortuna di trarre grande beneficio dal sistema da lui inventato e di poterlo conoscere personalmente, ne conserva uno struggente ricordo, che sempre collego a quello del mio amico e maestro Flaviano Rodriguez, meditando che anche persone giovani e sconosciute, possono dare un contributo al miglioramento dell'umanità, anche senza essere innalzate alla gloria degli altari.

 

 

Gian Paolo Trivulzio

 

Ottobre 2013

 

 

 

 

STENOGRAMMI ORIGINALI  GIOVANNI VINCENZO CIMA - DAL CORRIERE STENOGRAFICO.

 

 

 

CARTOLINA AUTOGRAFA DEL PROF. CIMA A TRIVULZIO (grazie al funzionamento degli 'espressi' del tempo, la corrispondenza con Cima si svolgeva con ritmi rapidi, quasi sempre ricevevo risposte da lui il giorno successivo all'imbucamento serale che facevo al palazzo delle poste della stazione centrale di Milano - bei tempi!)